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AMICI GIORNALISTI
martedì 17 maggio 2022
Tempi duri per i meno sfortunati
mercoledì 7 luglio 2021
Du iu no Mirko Scarcella?
Du iu no Mirko Scarcella? Tre giorni fa avevo deciso di continuare questo scritto spiegando per l'ennesima volta a Massimo Gramellini che tutti i giornalisti di tutte le testate radio-televisive e cartacee nazionali, sono una Casta esattamente al pari di quella individuata dal duo Stella-Rizzo col libro "La Casta" [LINK]. Cosa che gli avevo già scritto nel 2016 con Lettera chiusa a Massimo Gramellini [LINK], in cui riporto una sua affermazione fatta a Ballarò, o se oggi preferite l'odierno di Martedì di La7, condotto dallo stesso Giovanni Floris e dal quale continuavo a spiegargli perché non sono percepiti come Casta, lo sono punto. Gramellini allora affermò:
«[...] Le Élite [...] sono diventate aristocrazia [...] e come tale vengono percepite: l'aristocrazia della politica, l'aristocrazia del denaro, e ahimè anche l'aristocrazia dei media, perché anche noi raccontando il potere veniamo assimilati dai cittadini al potere stesso [...]».
Allora e oggi, posso dire e ribadire con un numero doppio di prove che avevo ragione io, che non sono l'unico a pensarla così, che oggi non hanno neanche la necessità di nascondersi perché purtroppo come disse e scrisse Oliviero Beha: « Dopo di lui il diluvio»; e diluvio fu. Mi serviva qualcosa però, che... riassumesse tutto e tutti in un unico scritto. Perché di Rai ho già scritto, e se davvero voglio un giorno lavorarci, è necessario non crearmi altri nemici ed aspettare che gli attuali, entro una ventina d'anni vadano in pensione, sperando non lascino in giro per i posteri, veline in puro stile mussoliniano. Certo, che io in realtà sia ormai bruciato in SkRaiSetTe è vero dal 2012. Per questo non mi dilungo più e vi racconto del predestinato (...) che riunisce tutto in sé, tutta SkRaiSetTe in un unico bidone: Mirko Scarcella.
Per dovere di cronaca vi fornisco il link attraverso il quale potrete sapere chi sia (per le Iene) [LINK] perché in realtà, non è chi sia Mirko Scarcella che a me interessa, ma cosa abbia rappresentato, contestualizzandolo in questo Amici giornalisti.
Nemo [LINK], Piazzapulita [LINK], Dagospia [LINK], . No, mi dispiace. Stavolta niente eccetera.
«[...] in un libro il "Picasso" che ha costruito il fenomeno social Gianluca Vacchi ci spiega come diventare ricchi e vivere (quasi) felici grazie a internet - Il criterio primo è l'autenticità. Comunichi solo ciò che sei [...] - VITTORIO FELTRI [LINK]»
E ribadisco a Massimo Gramellini: S I E T E U N A C A S T A, O V V I A M E N T E N E L L A S U A A C C E Z I O N E S O L A M E N T E N E G A T I V A.
Alla prossima.
2 - 3 -
Sliding doors: una Valentina per due
Il 9 agosto 2020 (il giorno dell'uccisione del giudice Antonino Scopelliti, che solo per non offendere ruolo ed importanza non vorrei definire il Falcone e/o Borsellino calabrese, ma che per farvi meglio comprendere ruolo ed importanza, devo. Se non ricordo male, non citato in quella edizione, forse perché l'Onorevole Rosanna Scopelliti, la figlia, non è più Onorevole...) alle ore 13:30, guardo il Tg 1. La giornalista a sinistra lancia un servizio. Sinceramente oggi non ricordo se riguardasse un premio letterario o la presentazione di più libri. Resta il fatto che, ad un certo punto compare la scrittrice a destra. Non posso elencare tutte le parole che siano uscite dalla mia bocca nei cinque minuti successivi, facciamo venti minuti... Però, come state leggendo, col Senno, del poi, posso descrivere tutto quanto.
LEGENDA SIMBOLI E COLORI
PREMESSA
Iniziare sempre con l'affermare quanto sia per me difficile scrivere, può risultare stancante per chi legge questo blog da anni. Non volendo però in alcun modo rinunciare a questa premessa, sono altrettanto doverose le spiegazioni. Inoltre, non potendo escludere che questi scritti, singolarmente presi, possano essere per voi i primi, riportare questa difficoltà rafforza in chi leggerà la comprensione della difficoltà contro la quale io sto combattendo nello scrivere ed allo stesso modo, il senso del dovere che io sento nel portare a termine qualcosa che non sia di mio gradimento, ma certamente utile alla comunità, pur essendosi la comunità stessa dimostrata, nel corso degli anni, reticente alla comprensione della descrizione di un mondo che sempre più sta andando indietro e non avanti, almeno da un punto di vista culturale, sociale ed economico, ma per essere chiari, non tecnologico. Pesante e pressante è la necessità di descrivere questi fatti che dall'accadimento di quanto successivamente narrato (9 agosto 2020), proseguendo all'inizio di questa redazione (12 ottobre 2020), fino alla definitiva pubblicazione (7 dicembre 2020), risulteranno di poco conto in una scala valutativa superficiale, ma erano, sono e saranno gravi, se qualcuno da quella superficie si premurerà di scendere, anche solo di poco*.
Questo scritto, in modo non voluto, anticipa, anzi toglie tempo, energie, ma fortunatamente ne rafforza il significato, ad un altro, ritenuto più importante, ma forse solo dal sottoscritto: Lettera alla cara Fiammetta Borsellino. Il titolo invece, Amici giornalisti, è il secondo scelto. Si è passati dal prendere in prestito satiricamente il titolo del brano di Giorgio Gaber, Destra-Sinistra, già satira di suo, al più pertinente, satiricamente parlando, Amici giornalisti. Anche se, durante la redazione, la tentazione di metterli entrambi vi è stata. Amici giornalisti, in realtà, è un termine preso da un tweet della giornalista Gaia Tortora, che appunto chiedeva ai suoi (generici) amici giornalisti, se quella data situazione non risultasse surreale. Quale data situazione? Considerate che le da me date situazioni che leggerete qui, seppur definite obsolete a causa del trascorrere dei quasi quattro mesi totali, saranno sufficienti a farvi scoppiare la testa, perché aggiungerne altre? Per cosa siano oggi i giornalisti, lette quelle parole mi è sembrato di fare un parallelo con "Amici miei", il film di Pietro Germi, con la regia di Mario Monicelli; la famosa scena dove i protagonisti prendono a schiaffi i passeggeri del treno. Ecco, loro, i giornalisti, che sembra non abbiano capito un tubo del ruolo che abbiano, si divertono a dare schiaffi a noi pubblico, attraverso le scemenze, le notizie manipolate e le diatribe a mezzo stampa. Proprio il 27 novembre 2020, lo scontro triangolare Feltri-Boldrini-Feltri. Perché ormai Twitter è il giornale e il giornale è Twitter. E i tribunali? I tribunali sono i talk show politici, e non.
Credo che come premessa possa bastare, mi auguro risulti allettante non solo per tutte le menti eccelse citate successivamente.
Tempi duri per i meno sfortunati
Restituzione certificati elettorali nel 150° dell'Unità d'Italia censurato da tutti i media nazionali Tempi duri per i meno sfortuna...
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Sapete chi è la donna a sinistra ? Una giornalista del Tg 1 Rai. Sapete chi è la donna a destra ? Una scrittrice. Il 9 agosto 2020 ( il ...


